Furgoncino Solidale

Furgoncino Solidale

La logistica etica dei GAS

Furgoncino Solidale è un sistema di distribuzione fondato dai Gas, che tutela i diritti dei lavoratori e salvaguarda gli impatti che il trasporto produce sull’ambiente.

Il progetto è nato dai Gas di Fano e di Pesaro, che hanno coinvolto il Des di Parma e i Gas di Milano, insieme hanno strutturato questo nuovo progetto di trasporto, ci voleva proprio.

In due parole, il Furgoncino Solidale nel muovere i sui primi passi cerca di ottimizzare la logistica, far conoscere alcune microaziende di eccellenza, in questo giro l’Acetaia Pagani, e l’az. Butrigo; le esperienze originali con un impatto sociale forte come il Gruppo Produttori Solidali di Amatrice nato dalle macerie del terremoto, per costruire una società diversa rispetto a quella che c’era, ed infine alcuni produttori rodati e storici del mondo dell’economia solidale come il Biocaseificio Tomasoni, che ha messo a disposizione autista e furgone.

Il Furgoncino Solidale fa il suo giro periodicamente, passando dai produttori (nascosti tra le pieghe delle colline e del commercio usuale) e consegnando ai gruppi come il nostro. Noi collaboriamo al Furgoncino non solo ricevendo tutto quel bene ma anche dando i nostri prodotti che gli altri vorranno prendere da noi; ogni gruppo offre il meglio che ha. Se c’è un produttore di più gruppi tanto vle fare un giro unico.
La consegna ai nostri soci avviene due settimane dopo la chiusura dell’ordine.

furgoncinosolidale.it

Biocaseificio Tomasoni - Furgoncino Solidale - Pulmino Contadino

Biocaseificio Tomasoni

Gottolengo (Brescia)

Biocaseificio Tomasoni produce in famiglia (da più di 200 anni!) Grana Padano, ricotta e robiole, oggi fa anche tanti altri formaggi, come il Gorgonzola e la scamorza, poi yogurt e latte.
Nata nel 1815 è ancora oggi azienda a conduzione famigliare, dal 2000 è uno dei pochissimi produttori biologici di Grana Padano. La lavorazione artigianale è così accurata da produrre solo quattro forme di Grana Padano al giorno.

Il Biocaseificio Tomasoni ha una lunga storia anche con i GAS che è iniziata nel 2001 ed è continuata guadagnandosi il ruolo di garante e divulgatore dell’economia solidale.

Lo scambio di opinioni con i GAS l’ha portato a migliorare non solo le produzioni ma anche la conoscenza del proprio territorio, tanto da promuovere un progetto che riguarda la salvaguardia delle risorse idriche della propria zona, Gottolengo, che diventerà un corridoio ecologico più esteso nella provincia di Brescia.

“Inaspettata e commovente è stata poi la prova di solidarietà che ci hanno dimostrato i GAS nel 2009

quando, a causa di una crisi finanziaria l’azienda rischiò la chiusura. In meno di due mesi una catena di solidarità ci mise a disposizione un finanziamento (in seguito totalmente restituito) che ci permise di proseguire nel nostro lavoro salvando l’azienda dalla chiusura. I GAS coadiovati da MAG2 (Cooperativa finaniaria solidale) in poco tempo raccolsero la somma che ci serviva per proseguire l’attività. Non smetteremo mai di essere grati a tutti coloro i quali (in qualsiasi modo) ci hanno aiutato. La nostra esperienza, è stata la prima di un modello di finanza “dal basso” che ha avuto vasta eco sugli organi di informazione sia locali che nazionali tanto che poi è diventata un modello applicato anche ad altri casi simili al nostro.”

Il Biocaseificio Tomasoni è partecipante attivo del furgoncino solidale, grazie al quale ci siamo conosciuti.

Ma diamo uno sguardo all’origine di questo prodotto.

Le vacche

Nel biologico sono vietati gli antibiotici somministrati agli animali per incentivare la produzione di latte o per “sincronizzare” il parto delle vacche in funzione delle aspettative produttive dell’allevatore.
Sono ammessi gli antibiotici solo in caso di reale pericolo di vita dell’animale. Dopo la cura la vacca trattata con antibiotici dovrà essere venduta perché non è più idonea alla produzione di latte biologico.

Le vacche devono avere a disposizione spazi al chiuso e all’aperto, devono alimentarsi con foraggi biologici provenienti dall’azienda, rispettando il parametro di due vacche da latte per ogni ettaro coltivabile. In caso di malattie devono essere curate con l’allopatia e l’omeopatia.

Infine l’eliminazione dell’insilato di mais dalla razione giornaliera somministrata alle vacche, contribuisce a preservare le risorse del territorio e ad aumentare la qualità del latte e il benessere animale.

Da anni (molto prima che l’unione europea ne proibisse l’uso nel settore del biologico) abbiamo eliminato l’impiego del lisozima, una proteina naturale che viene normalmente aggiunta al latte durante la lavorazione del Grana Padano. L’aggiunta di questo enzima serve ad evitare il rigonfiamento delle forme di grana causato dalla somministrazione dell’insilato di mais nell’alimentazione del bestiame.

L’insilato di mais è causa principale della mortalità e del malessere delle vacche (zampe gonfie, mastiti, rallentamento del rumine ecc.) oltre che causa delle fermentazioni anomale nel latte, ha permesso di evitare quindi l’uso di antifermentativi.

Le nostre vacche vengono nutrite con erba, fieno, pisello proteico e poco altro.

Anche l’ambiente ne trae beneficio perché vi è un minore spreco di acqua che la coltura del mais richiede in gran quantità.