Dal carcere

Gli istituti penali sono stati i primi luoghi ad essere chiusi per fronteggiare l’epidemia da coronavirus. L’emergenza ha riportato indietro di molti anni il carcere, che è tornato un luogo chiuso e isolato dalla società: tutta la vita sociale, culturale, scolastica e lavorativa è stata sospesa.

L’attuale situazione non lascia presagire una ripresa a breve, probabimente non prima dell’inverno, del resto ospedali, RSA e carceri sono i luoghi potenzialmente più pericolosi per i contagi, oltretutto le carceri italiane sono in una situazione di sovraffollamento. Proprio in virtù di queste considerazionie è facile intuire che saranno gli ultimi luoghi in cui riprenderà la normale routine.
Questa pesante situazione per detenuti, agenti e personale collegato, ovviamente ha portato alla sospensione delle attività di laboratorio e dell’accesso in carcere.

Tutti i nostri programmi di trasformazione sono non solo sospesi, ma per ora nemmeno programmabili. Eravamo pronti a realizzare con i nostri produttori: composte, sottaceti, passate di pomodoro, legumi lessati, abbiamo anche acquistato prodotti che rischiano di scadere prima del loro uso, avevamo degli agrumi in magazzino (che abbiamo donato al carcere).

Noi però non ci siamo bloccati, il progetto continua, il filo non si spezza, ci adeguiamo, per poter riprendere con più idee e consapevolezza quando sarà possibile ripartire, continuiamo quindi a progettare e a mettere a punto gli aspetti fondamentali che non implicano la produzione.
Inoltre, viste le aperture del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, all’iniziativa congiunta della casa Circondariale di Massa Marittima, con CPIA e Slow Food, leggi il comunicato, leggilo su facebook continuiamo con la formazione, con un progetto innovativo attraverso videoconferenze, sui temi dell’agroalimentare, in relazione ai valori nutrizionali, economici, sociali legati al cibo e alla sua trasformazione.

Da ultimo visto il buon andamento con cui noi soci stiamo sostenendo la produzione, acquistando i prodotti fatti in carcere, abbiamo deciso di procedere alla restituzione del prefinanziamento che una parte di noi ha sostenuto.
A partire dal prossimo giro tutti i soci che hanno prefinanziato, avranno a disposizione un buono spesa da poter utilizzare per qualsiasi prodotto presente in listino, fino ad esaurimento della cifra, che verrà comunicata ad ogni singolo socio con una mail.
Siamo soddisfatti perchè arriviamo alla restituzione rispettando gli impegni presi, oltretutto in anticipo rispetto ai tempi previsti. Grazie a nome di tutti, a chi ha avuto fiducia e creduto nel progetto, ma ci servirà ancora aiuto nel prosieguo. Un grazie ancora più grande a chi ha donato, senza contropartita, a loro e a tutti possiamo solo dire che il progetto ha suscitato entusiasmi, fuori e dentro al carcere, e che faremo di tutto per non spegnerli, mantenendo in questo grave frangente la motivazione, ormai radicata, per darle nuova aria e ali quando potremo di nuovo stringerci la mano.

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