Nel Parco della Sterpaia a Piombino è in atto un’esperienza di sperimentazione nata dal rapporto della Parchi con il Coordinamento degli agricoltori Bio Val di Cornia, il Centro per la biodiversità Pertusati di Rosignano, l’Università di Firenze. Nel giugno 2012 la Parchi Val di Cornia ha sottoscritto con l’Università di Firenze, con la Provincia di Livorno, i Comuni, il coordinamento toscano Produttori biologico e l’associazione Val di Cornia bio, un protocollo d’intesa. Questo protocollo prevede l’affidamento della coltivazione tramite l’associazione Val di Cornia bio, ad un’associazione agricola composta dalle aziende che volessero perseguire il progetto. L’associazione Bio con l’università elabora il progetto e lo sottopone alla parchi, nel luglio 2013 viene fondata la società agricola “Progetto Sterpaia” con scopo di coltivare questi terreni, con la supervisione dell’università.

L’importanza della ricerca condotta dall’università è notevole. Non si tratta solo di reintrodurre varietà antiche che danno prodotti di alta qualità con ottimi valori nutrizionali e digeribilità, che riportano sulle nostre tavole sapori e profumi dimenticati, prodotti adatti ai bambini e alle persone con disturbi di intolleranza alimentare. La ricerca serve ad andare avanti, partire dalle sementi antiche, quindi fare un passo indietro per fare poi un passo avanti, selezionando e migliorando le varietà che si adattano ai terreni, al clima e ai cambiamenti climatici, per prodotti Bio che mantengano o migliorino quel gusto e quelle qualità nutrizionali, le integrino e siano anche migliori nella redditività dei raccolti, varietà uniche, con un marchio territoriale, sotto il simbolo dei Parchi naturalistici.
Il “Progetto Sterpaia” è un tentativo di aggregare gli agricoltori, fornendo sementi di varietà studiate, per una serie di prodotti di alta qualità e creare una filiera di trasformazione del prodotto come mulino, pastificio, lavorazione dei legumi, oleificio di semi. L’intento sarebbe anche di costruire la filiera orzo – malto – birra per l’alto valore aggiunto e l’occupazione.

La Rete delle Sementi
Già da molti anni, grazie soprattutto all’intuizione e all’iniziativa del Prof. Benedettelli ricercatore e docente della Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze in Toscana è nata e si è diffusa una rete di Agricoltori che si sono impegnati nella moltiplicazione delle sementi di cereali tradizionali fino ad allora conservate nelle celle delle banche del germoplasma.
Questa rete ha permesso negli ultimi tempi la nascita di una vera e propria filiera che, seppur a macchia di Leopardo sta ponendo le basi di una nuova economia dei cereali e dei loro derivati. Alcune aziende hanno scelto di chiudere in proprio la filiera per evitare fasi di standby troppo lunghe in attesa della nascita di accordi ma la loro esperienza apre la strada ad iniziative più articolate di vallata.
La fitta rete valica i confini regionali e nazionali e si espande grazie a Rete Semi Rurali e alle reti omologhe di altri Paesi in tutto il Bacino Mediterraneo ma anche nei paesi Medio Orientali, Nord Europei e Nord Americani.
Sementi, tecniche di coltivazione e di trasformazione sono oggetto di scambio fra coltivatori/trasformatori in riunioni dalla cadenza biennale dove le discussioni collettive si alternano a fitte esperienze di laboratorio dimostrativo.